Nell’uso quotidiano delle biciclette elettriche, il problema della mancanza di uno standard uniforme per la ricarica è molto evidente.
Dopo l’apertura di tutte le stazioni di ricarica lungo l’autostrada Pechino-Shanghai, alcune aziende hanno inviato un gruppo di lavoro per effettuare test operativi sui veicoli elettrici. È emerso che un veicolo può essere ricaricato in una stazione, mentre un altro non può.
Da un lato, gli standard devono ancora essere perfezionati ed è necessario certificare che l’interfaccia tra gli impianti e il veicolo sia effettivamente conforme agli standard nazionali. Dall’altro, prima dell’entrata in vigore dello standard nazionale originario, le diverse località avevano elaborato standard propri, dando luogo a una fase di transizione.
Attualmente, nel mondo esistono tre standard per la ricarica tradizionale: il primo è lo standard SAE statunitense, adottato anche in Giappone e Corea del Sud; il secondo è lo standard europeo; infine c’è lo standard cinese, che si colloca tra quelli europeo e statunitense. Ne derivano tre standard del tutto incompatibili.
Quest’anno la Cina ha inserito lo standard dell’interfaccia tra i requisiti per l’inclusione nel catalogo dei veicoli a nuova energia che beneficiano della riduzione o dell’esenzione dall’imposta sull’acquisto. Il prossimo passo sarà includere tali veicoli anche nei requisiti di ammissione, per risolvere il problema della scarsa applicazione degli standard.
