Innanzitutto, i produttori sono spinti dal profitto e la qualità delle biciclette elettriche è difficile da garantire. Spinti da margini elevati e da una forte concorrenza sul mercato, i produttori puntano unilateralmente ad aumentare la quantità prodotta e il fatturato, trascurando la qualità, la sicurezza e l’affidabilità dei prodotti e incrementandone costantemente la capacità di carico, la velocità e l’autonomia.
Inoltre, secondo le statistiche, circa il 30% dei veicoli elettrici venduti nel Paese è assemblato e circa il 40% delle aziende del settore si registra per la produzione; di conseguenza, è difficile garantire la qualità dei prodotti dell’intero comparto.
In secondo luogo, i venditori fanno di tutto per assecondare le aspettative dei consumatori: aiutano i proprietari a rimuovere il limitatore di velocità e ad aumentare la potenza del veicolo, oltre a eliminare i pedali. Dopo queste modifiche apportate dai rivenditori, il veicolo elettrico può raggiungere i 50 chilometri orari: una soluzione che soddisfa i consumatori, ma aumenta i rischi per la sicurezza.
La soglia d’accesso ridotta per i conducenti è un altro motivo dell’elevato tasso di incidenti dei veicoli elettrici.
