La maggior parte delle biciclette elettriche giapponesi è azionata da un albero per due motivi principali. Innanzitutto, in Giappone la legge stabilisce che l’assistenza elettrica delle biciclette debba essere proporzionata alla forza esercitata dal ciclista. Per questo è necessario misurare la forza applicata ai pedali e installare un meccanismo di rilevamento della forza sull’asse centrale (sensori che integrano il meccanismo di trasmissione e quello di rilevamento della forza).
In secondo luogo, il Giappone non dispone di un vantaggio in termini di risorse per la produzione di motori a disco ad alta efficienza. Rispetto ai motori nel mozzo disponibili sul mercato interno, alcune ruote elettriche prodotte in Giappone sono svantaggiate per dimensioni e peso (ingombro maggiore e peso elevato).
Esiste anche un tipo di trasmissione a frizione, in cui la potenza viene trasmessa per attrito con lo pneumatico. Il vantaggio è che il rapporto tra il diametro della ruota da 20 pollici del kit di conversione per bicicletta elettrica e quello dello pneumatico consente di ridurre la velocità, evitando così un meccanismo di riduzione. Il motore aziona direttamente lo pneumatico.
Lo svantaggio, però, è molto evidente: gli pneumatici della bicicletta spesso perdono la forma circolare o si deformano, compromettendo direttamente l’efficienza della trasmissione e l’affidabilità del meccanismo.
Per evitare deformazioni e mantenere la forma circolare, è quindi necessario utilizzare pneumatici speciali più spessi e larghi e cerchi in acciaio. Questo rende molto scomode la manutenzione quotidiana e la sostituzione dei componenti.
